“Memorie di una geisha” di Arthur Golden – Recensione Libro

memorie-di-una-geishaI libri che parlano di vicende romanzesche, secondo il mio modesto parere, hanno la funzione di un insegnate che spieghi ad un suo alunno alcune lezioni, non di matematica o di storia, ma di vita.

In questo romanzo, ho avuto l’impressione di immergermi in un luogo a me sconosciuto, ed entrare pian piano, nella vita quotidiana degli abitanti di Gion, così come una nonna racconta ai sui nipoti della vita che fù.

Leggendo le righe e man mano che procedevo con le pagine, la protagonista cresce, e non parlo solo della sua età che parte da quando era una bambina a quando ormai è una vecchietta che passeggia in kimono tra le strade di New York, ma anche il carattere del personaggio prende forma.

Devo essere sincero, questo libro in alcuni punti mi spiazzava, ma in altri aveva quella suspance sempre viva, che ti teneva li incollato.

Non voglio entare nel dettaglio del libro, perchè penso che la migliore soluzione resta quella di leggerlo, ma scoprire l’ambiente giapponese prima della seconda guerra mondiale, e quindi senza la profonda influenza degli americani che lo hanno cambiato per sempre, mi ha particolarmente incuriosito. Leggere delle superstizioni, dei comportamenti, degli avvenimenti e del loro modo di vestire (Kimono, Obi e tutti i loro accessori) mi ha fatto riflettere su molte delle analogie che possono trovarsi nel nostro mondo, ancora oggi esistenti.

Consiglio di leggerlo senza pregiudizi e senza aver visto l’adattamento cinematografico diretto dal Rob Marshall.

Il protagonista che mi è piaciuto di più del romanzo è Mameha,  mentre l’antagonista è Zucca.

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