Bilanciare Lavoro e Vita privata

Se sei qui e hai deciso di leggere questo articolo probabilmente hai bisogno dei miei consigli, quindi mettiti comodo e spegni il telefono aziendale. Hai chiuso il programma per gestire la email del lavoro? Bene ora cominciamo.

In pratica se quando sei a casa senti il bisogno di controllare la mail e il telefono aziendale allora ti consiglio di continuare a leggere questo articolo.

Lavoro - Vita privata (3)La tecnologia (telefoni, smartphone, email ecc…) ci viene in aiuto in molti dei nostri compiti quotidiani, e sempre più spesso è entrata nelle nostre vite personali e lavorative, ma molte volte la tecnologia come il telefono o la mail aziendale ci segue anche fuori dall’orario lavorativo. In questi casi si ha sempre meno la sensazione di non poter più distinguere quale sia la nostra vita lavorativa e quale quella personale, e questo ci porta ad avere una visione distorta della separazione tra vita privata e vita lavorativa.

Ecco alcune buone regole che devi seguire se vuoi cominciare a separare la tua vita privata da quella lavorativa.

Inizio con una premessa, non tutti i lavori sono uguali, e non tutti i ruoli sono uguali, ovviamente dovete sempre rispettare la regola del buon padre di famiglia e decidere con criterio cosa fare e quando farlo.

Posta elettronica (email) – Telefono

Se il tuo collega ti invia una mail alle 22.00 e alle 03.00 e giusto leggerla a quell’ora e semmai rispondergli? Non necessariamente, a seconda del tipo di lavoro che svolgete e del ruolo che ricoprite in esso ci possono essere anche casi di “urgenza”, ma generalmente sono rari.

Il mio consiglio è quello di rispondere alle mail appena arrivi in ufficio, generalmente la mattina presto, piuttosto mentre sei a cena a casa. in questo modo dimostrerai agli altri che hai il pieno controllo del tuo lavoro, hai orari ben precisi e determinati da te, e è segno di maturità e professionalità.

Stessa cosa è applicabile alle telefonate di lavoro e ai messaggi, se non sono particolarmente urgenti, puoi tranquillamente richiamare o rispondere ai messaggi la mattina successiva.

Lavoro - Vita privata (1)

Lavoro da casa / Telelavoro

In Italia il lavoro svolto direttamente a casa, o telelavoro, non è ancora visto di buon occhio da parte delle aziende, noi siamo un po all’antica e quindi vogliamo che i dipendenti di una azienda siano presenti all’interno della azienda durante la giornata lavorativa. Se però hai la possibilità di lavorare con il telelavoro, direttamente da casa, devi sapere che questa tipologia di lavoro ha vantaggi e svantaggi.

Generalmente ti aiuta a diminuire i tempi di transito casa – lavoro, quindi diminuisce fortemente lo stress derivato dal pendolarismo. Il rovescio della medaglia può essere rappresentato dalle distrazioni che in casa potresti avere, distrazioni che il più delle volte non ti consentono di portare a termine il tuo lavoro nei tempi e modi stabiliti.

Pianificazione delle attività lavorative

Quest’ultimo consiglio, è forse il più importante, difatti ne ho già parlato in altri miei articoli:

I 5 consigli per organizzare il proprio tempo

Organizzare il lavoro in 3 semplici mosse

La pianificazione del lavoro, è un aspetto essenziale della vita di un lavoratore, pianificare il proprio lavoro significa addomesticarlo, ovvero renderlo meno imprevedibile.

La pianificazione può essere svolta su base giornaliera, settimanale o mensile, in base alle vostre esigenze e alla tipologia di lavoro. Io vi consiglio quella settimanale, in cui andate ad inserire ad inizio settimana le attività più impegnative e verso il fine settimana quelle più leggere.

Organizzarsi al lavoro ti consentirà infine di svolgere il tuo lavoro nei tempi prestabiliti, e quindi potrai dedicarti con maggiore attenzione e spensieratezza alla tua vita privata.

Fatemi sapere nei commenti qui sotto come vi siete organizzati, come avete bilanciato il lavoro con la vostra vita privata.

Raffaele Dipace

Curioso, con tanta voglia di scoprire ed inventare, con la passione per il cinema, il planning, il fai da te, il giardinaggio e ovviamente internet e tecnologia. Ingegnere nel resto della giornata.

50 pensieri riguardo “Bilanciare Lavoro e Vita privata

  • 7 maggio 2018 in 14:09
    Permalink

    Articolo molto interessante! Sicuramente, soprattutto se si svolgono più attività e/o una di queste è free-lance, separare lavoro e privato è difficile. Ciononostante, davvero, è necessario e importante non solo per noi ma anche per chi ci sta intorno.

    Risposta
    • 7 maggio 2018 in 17:37
      Permalink

      La difficoltà maggiore è proprio far conciliare le esigenze della nostra famiglia con quelle del nostro lavoro. Discuterne è sicuramente un passo in avanti.

      Risposta
  • 7 maggio 2018 in 16:18
    Permalink

    Ho letto con interesse questo post. Ho avuto a che fare con una persona workaholic e ti assicuro che è stata una delle esperienze più pesanti che abbia mai vissuto. Per questo, oggi, nel week end non leggo le email dall’indirizzo di lavoro. Ho capito che spesso la gente scrive email di lavoro più per noia che non per reale urgenza. Se avessero veramente urgenza telefonerebbero. Il rispetto del tempo e della vita privata è importante e va salvaguardato. E’ soprattutto una questione di salute.

    Risposta
    • 7 maggio 2018 in 17:43
      Permalink

      Sono felice che tu abbia fatto virtù dalle tue precedenti esperienze. Concordo con te che molti scrivono email di lavoro urgenti e con scadenza “per ieri” quando poi non vi è una reale necessità. Salvaguardare la nostra vita privata serve a preservare noi stessi e dare maggiore peso alle ore lavorative.

      Risposta
      • 7 maggio 2018 in 17:48
        Permalink

        Le mail a tutte le ore sono la punta di un iceberg… Chi vive con un workhaolic vive con un drogato di lavoro. Il limite tra la ‘pressione dell’imprenditore’ e la malattia è così sottile…

        Risposta
  • 7 maggio 2018 in 16:24
    Permalink

    E’ sicuramente un tema molto sentito quello di cui parli. Spesso sono i datori di lavoro che spingono (o vorrebbero) che i dipendenti vivessero la pressione dell’imprenditore, nascondendola sotto le vestigia della dedizione e la passione per il lavoro. Spesso non è semplice dire no e imporre una distanza corretta tra il lavoro e la vita privata.

    Risposta
    • 7 maggio 2018 in 17:45
      Permalink

      Purtroppo di lavoro ci si può ammalare e morire. La legge non tutela abbastanza e se un lavoratore si ammala per troppo lavoro non può intentare nessuna causa. I datori di lavoro dovrebbero essere responsabili civilmente di questa aberrazione. 18 ore di lavoro al giorno per sei giorni alla settimana sono un crimine. Anche se a lavorare è un colletto bianco.

      Risposta
      • 7 maggio 2018 in 17:54
        Permalink

        Molte volte la Legge fa quel che può, il resto lo deve fare il cittadino. Se arrivi a lavorare per 18 ore al giorno tanto vale prendere una branda e dormire in ufficio!!

        Risposta
        • 7 maggio 2018 in 18:01
          Permalink

          Stiamo parlando di una patologia che la legge e il diritto del lavoro non riconoscono. Sto parlando di una cosa molto seria. Persone che si ammalano e muoiono. Non sanno di essere malate e non credono di poterne uscire. Alcune cadono in depressione, altre si ammalano di malattie irreversibili. Scusa, ma non riesco a liquidare il tema solo demandandolo alla forza di volontà delle persone. E’ una questione di “sistema”. Ma probabilmente ci sono sedi più opportune per sviscerare la questione. Scusami. 🙂

          Risposta
          • 7 maggio 2018 in 20:00
            Permalink

            Scusami se non sono riuscito a risponderti prima, ma ho capito che ti serviva una risposta seria e opportuna. Ovviamente capisco bene e conosco bene il problema (sono anni che mi occupo in parte di sicurezza negli ambienti di lavoro), e ti posso garantire che ad oggi non ci sono gli strumenti necessari per prevenire questa malattia innanzitutto, e in secondo luogo curarla con gli strumenti opportuni. Molte volte la gente si trova incastrata tra l’incudine ed il martello, ovvero tra scegliere se continuare a soffrire per fare un lavoro che non gli piace, o scegliere di lasciare il proprio lavoro assumendo il grosso rischio di restare senza anche per parecchio tempo. Continuo e continuerò sempre a sostenere che per quanto strana e ingiusta, l’unica soluzione ai problemi è la soluzione necessaria, non quella ovvia o giusta. Aspettare che l’ambiente lavorativo cambi è molto difficile, ma non impossibile. Ovviamente ora ci stiamo soffermando su nostre idee personali, senza conoscere il caso, quindi devono essere prese come consigli “generici”. Sono sicuro che ci sono Luoghi e tempi più opportuni per poterne parlare con più tranquillità. Un abbraccio RD

    • 7 maggio 2018 in 17:47
      Permalink

      Capisco bene cosa intendi, il lavoro è una cosa seria e va presa per quel che è. I datori di lavoro devono imporre la pressione ai propri dipendenti e i dipendenti devono svolgere il proprio lavoro solo durante tale orario. Si lavora per vivere e non si vive per lavorare.

      Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
    Permalink

    Mi impongo sempre di lasciarmi i miei spazi e di non lavorare la sera tardi o di imparare a dire di no. Ultimamente sto migliorando ma devo farlo ancora

    Risposta
    • 4 ottobre 2018 in 22:42
      Permalink

      Imparare a dire di “no” è uno dei segreti per vivere meglio la nostra vita.

      Risposta
  • 8 maggio 2018 in 15:27
    Permalink

    Mi impongo sempre di lasciarmi i miei spazi e di non lavorare la sera tardi o di imparare a dire di no. Ultimamente sto migliorando ma devo farlo ancora

    Risposta
    • 8 maggio 2018 in 16:37
      Permalink

      Imparare a dire di “no” è uno dei segreti per vivere meglio la nostra vita.

      Risposta
  • 9 maggio 2018 in 17:32
    Permalink

    Fortunatamente ho orari ben definiti e visto che la mia mansione non lo richiede ho decisamente scelto di non installare la posta di lavoro sul mio telefono privato😉

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
    Permalink

    Ammetto di avere a volte qualche problema sul bilanciare vita e lavoro. Ma il più delle volte riesco a mantenere un buon equilibrio, anche se a qualcuno non piace 🙂

    Risposta
  • 9 maggio 2018 in 23:09
    Permalink

    Ammetto di avere a volte qualche problema sul bilanciare vita e lavoro. Ma il più delle volte riesco a mantenere un buon equilibrio, anche se a qualcuno non piace 🙂

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Per chi come me lavora come freelance a volte è difficile separare vita lavorativa da vita privata. Tendenzialmente però prendo chiamate solo in orario di lavoro, e anche alle mail ( a meno che non siano molto importanti) rispondo sempre al mattino successivo. Ma comunque sono ancora lontana dal trovare un perfetto equilibrio 😅

    Risposta
  • 11 maggio 2018 in 21:03
    Permalink

    Per chi come me lavora come freelance a volte è difficile separare vita lavorativa da vita privata. Tendenzialmente però prendo chiamate solo in orario di lavoro, e anche alle mail ( a meno che non siano molto importanti) rispondo sempre al mattino successivo. Ma comunque sono ancora lontana dal trovare un perfetto equilibrio 😅

    Risposta
  • 11 maggio 2018 in 22:52
    Permalink

    Io ho fatto della mia vita il mio lavoro. E non del mio lavoro la mia vita. Non c’e Miglior equilibrio.

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Consugli molto interessanti e utili, non posso che condividerli in pieno!😊

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Come tutti e tutte le digital nomad devo periodicamente riequilibrare i miei ritmi di vita e di lavoro, sia a seconda di vecchi e nuovi clienti che del tempo che voglio dare di volta in volta ai miei cari. Un esercizio sempre attivo!

    Risposta
  • 12 maggio 2018 in 18:31
    Permalink

    Consugli molto interessanti e utili, non posso che condividerli in pieno!😊

    Risposta
  • 12 maggio 2018 in 19:10
    Permalink

    Come tutti e tutte le digital nomad devo periodicamente riequilibrare i miei ritmi di vita e di lavoro, sia a seconda di vecchi e nuovi clienti che del tempo che voglio dare di volta in volta ai miei cari. Un esercizio sempre attivo!

    Risposta
  • 14 maggio 2018 in 15:10
    Permalink

    Hai ragione, ho dovuto darmi delle regole. Io lavoro in proprio e non avevo più orari e i miei figli si lamentavano sempre! Alla fine ho fatto bene! Mi sento meno stressata..

    Risposta
  • 14 maggio 2018 in 20:38
    Permalink

    Mi dispiace non aver potuto rispondervi prima ad ognuno di voi, ma per cause di forza maggiore sono stato impegnato. Ho letto comunque tutti i commenti e mi sembra che tutti, chi più chi meno, hanno trovato una loro regola per ambientarsi in questo mondo. Credo che con tutti i vostri commenti posso realizzare un nuovo articolo sempre su questo argomento.

    Risposta
  • 14 maggio 2018 in 22:26
    Permalink

    Dovrebbero insegnarle a scuola queste cose!! Noi da liberi professionisti abbiamo serie difficoltà a separare la vita privata da quella lavorativa, ma ci sforziamo di farlo sempre di più!, 😉

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Ottimo spunto di riflessione e sono d’accordo in toto. È sempre giusto porre dei limiti e concedersi una pausa dal lavoro.

    Risposta
  • 16 maggio 2018 in 20:26
    Permalink

    Ottimo spunto di riflessione e sono d’accordo in toto. È sempre giusto porre dei limiti e concedersi una pausa dal lavoro.

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
    Permalink

    Ho letto con interesse questo post. Ho avuto a che fare con una persona workaholic e ti assicuro che è stata una delle esperienze più pesanti che abbia mai vissuto. Per questo, oggi, nel week end non leggo le email dall’indirizzo di lavoro. Ho capito che spesso la gente scrive email di lavoro più per noia che non per reale urgenza. Se avessero veramente urgenza telefonerebbero. Il rispetto del tempo e della vita privata è importante e va salvaguardato. E’ soprattutto una questione di salute.

    Risposta
    • 4 ottobre 2018 in 22:42
      Permalink

      Sono felice che tu abbia fatto virtù dalle tue precedenti esperienze. Concordo con te che molti scrivono email di lavoro urgenti e con scadenza “per ieri” quando poi non vi è una reale necessità. Salvaguardare la nostra vita privata serve a preservare noi stessi e dare maggiore peso alle ore lavorative.

      Risposta
      • 4 ottobre 2018 in 22:43
        Permalink

        Le mail a tutte le ore sono la punta di un iceberg… Chi vive con un workhaolic vive con un drogato di lavoro. Il limite tra la ‘pressione dell’imprenditore’ e la malattia è così sottile…

        Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
    Permalink

    Articolo molto interessante! Sicuramente, soprattutto se si svolgono più attività e/o una di queste è free-lance, separare lavoro e privato è difficile. Ciononostante, davvero, è necessario e importante non solo per noi ma anche per chi ci sta intorno.

    Risposta
    • 4 ottobre 2018 in 22:42
      Permalink

      La difficoltà maggiore è proprio far conciliare le esigenze della nostra famiglia con quelle del nostro lavoro. Discuterne è sicuramente un passo in avanti.

      Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
    Permalink

    E’ sicuramente un tema molto sentito quello di cui parli. Spesso sono i datori di lavoro che spingono (o vorrebbero) che i dipendenti vivessero la pressione dell’imprenditore, nascondendola sotto le vestigia della dedizione e la passione per il lavoro. Spesso non è semplice dire no e imporre una distanza corretta tra il lavoro e la vita privata.

    Risposta
    • 4 ottobre 2018 in 22:42
      Permalink

      Purtroppo di lavoro ci si può ammalare e morire. La legge non tutela abbastanza e se un lavoratore si ammala per troppo lavoro non può intentare nessuna causa. I datori di lavoro dovrebbero essere responsabili civilmente di questa aberrazione. 18 ore di lavoro al giorno per sei giorni alla settimana sono un crimine. Anche se a lavorare è un colletto bianco.

      Risposta
      • 4 ottobre 2018 in 22:42
        Permalink

        Molte volte la Legge fa quel che può, il resto lo deve fare il cittadino. Se arrivi a lavorare per 18 ore al giorno tanto vale prendere una branda e dormire in ufficio!!

        Risposta
        • 4 ottobre 2018 in 22:43
          Permalink

          Stiamo parlando di una patologia che la legge e il diritto del lavoro non riconoscono. Sto parlando di una cosa molto seria. Persone che si ammalano e muoiono. Non sanno di essere malate e non credono di poterne uscire. Alcune cadono in depressione, altre si ammalano di malattie irreversibili. Scusa, ma non riesco a liquidare il tema solo demandandolo alla forza di volontà delle persone. E’ una questione di “sistema”. Ma probabilmente ci sono sedi più opportune per sviscerare la questione. Scusami. 🙂

          Risposta
          • 4 ottobre 2018 in 22:43
            Permalink

            Scusami se non sono riuscito a risponderti prima, ma ho capito che ti serviva una risposta seria e opportuna. Ovviamente capisco bene e conosco bene il problema (sono anni che mi occupo in parte di sicurezza negli ambienti di lavoro), e ti posso garantire che ad oggi non ci sono gli strumenti necessari per prevenire questa malattia innanzitutto, e in secondo luogo curarla con gli strumenti opportuni. Molte volte la gente si trova incastrata tra l’incudine ed il martello, ovvero tra scegliere se continuare a soffrire per fare un lavoro che non gli piace, o scegliere di lasciare il proprio lavoro assumendo il grosso rischio di restare senza anche per parecchio tempo. Continuo e continuerò sempre a sostenere che per quanto strana e ingiusta, l’unica soluzione ai problemi è la soluzione necessaria, non quella ovvia o giusta. Aspettare che l’ambiente lavorativo cambi è molto difficile, ma non impossibile. Ovviamente ora ci stiamo soffermando su nostre idee personali, senza conoscere il caso, quindi devono essere prese come consigli “generici”. Sono sicuro che ci sono Luoghi e tempi più opportuni per poterne parlare con più tranquillità. Un abbraccio RD

    • 4 ottobre 2018 in 22:42
      Permalink

      Capisco bene cosa intendi, il lavoro è una cosa seria e va presa per quel che è. I datori di lavoro devono imporre la pressione ai propri dipendenti e i dipendenti devono svolgere il proprio lavoro solo durante tale orario. Si lavora per vivere e non si vive per lavorare.

      Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:41
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    Fortunatamente ho orari ben definiti e visto che la mia mansione non lo richiede ho decisamente scelto di non installare la posta di lavoro sul mio telefono privato😉

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
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    Io ho fatto della mia vita il mio lavoro. E non del mio lavoro la mia vita. Non c’e Miglior equilibrio.

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Hai ragione, ho dovuto darmi delle regole. Io lavoro in proprio e non avevo più orari e i miei figli si lamentavano sempre! Alla fine ho fatto bene! Mi sento meno stressata..

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Mi dispiace non aver potuto rispondervi prima ad ognuno di voi, ma per cause di forza maggiore sono stato impegnato. Ho letto comunque tutti i commenti e mi sembra che tutti, chi più chi meno, hanno trovato una loro regola per ambientarsi in questo mondo. Credo che con tutti i vostri commenti posso realizzare un nuovo articolo sempre su questo argomento.

    Risposta
  • 4 ottobre 2018 in 22:42
    Permalink

    Dovrebbero insegnarle a scuola queste cose!! Noi da liberi professionisti abbiamo serie difficoltà a separare la vita privata da quella lavorativa, ma ci sforziamo di farlo sempre di più!, 😉

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